Fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Alessandra Savarese la partecipazione dell’Istituto Luigi Trafelli al progetto “Fuori Posto”, un museo virtuale in 3D per l’inclusione, dell’associazione Culturale “Fuori ConTesto”, con la finalità di sensibilizzare all’inclusione e alla disabilità. L’esplorazione del museo da parte degli studenti di alcune classi terze e quinte del nostro Istituto è stata realizzata con il coordinamento della prof.ssa Maria Meo, F. S. per l’inclusività. In qualità di tutor del progetto, le proff.sse S. Mazzarino, A. Valenza ed E. Votta hanno condotto le classi 3 B, 3 D e 5 C Liceo Scientifico, opzione scienze applicate, le studentesse e gli studenti hanno percorso il museo, inviando dei feedback personali ed espressivi agli autori, circa le emozioni ed i pensieri che gli artisti avevano loro ispirato. A queste classi, si è aggiunta successivamente la partecipazione del 5B Itis indirizzo informatico, invitati come uditori all’evento conclusivo.

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Il progetto è culminato nell’evento di giovedì 4 Marzo la tavola rotonda tenutasi nell’Aula Magna e contemporaneamente in collegamento con gli studenti presenti in DAD che ha permesso agli stessi di conoscere e relazionarsi con alcuni tra maggiori protagonisti e organizzatori del progetto. Tra gli invitati:

  • Emilia Martinelli, direttrice artistica di FUORI POSTO. FESTIVAL DI TEATRI AL LIMITE e dell'associazione Fuori Contesto
  • Giacomo Curti, attore e danzatore dell'associazione Fuori Contesto
  • Silvia Belleggia, direttore generale e responsabile della comunicazione di FUORI POSTO. FESTIVAL DI TEATRI AL LIMITE e dell'associazione Fuori Contesto

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Nel suo discorso introduttivo, la Dirigente Alessandra Savarese ha sottolineato come oggi più che mai la scuola ha bisogno promuovere il confronto e la sensibilizzazione verso l’inclusione sociale, e come la realizzazione di questo evento, pur con le grandissime difficoltà relative all’emergenza sanitaria, sia segno di una assunzione di impegno, con la ferma convinzione che le scuole non possono e non devono assolutamente esimersi dall’essere motore di inclusione, in quanto la sensibilizzazione del tessuto sociale è un’azione fondamentale per la prevenzione del disagio.

Gli ospiti hanno raccontato come è nato e come è stato realizzato il progetto nella sua versione virtuale, concepita subito dopo il primo lockdown per la pandemia, esattamente un anno fa.

Fuori Posto è un museo virtuale di storie, ideato, prodotto e organizzato dall’Associazione Culturale Fuori Contesto grazie ai contributi: della Fondazione Cultura e Arte – ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro; della Regione Lazio;dell’ Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi), e con la collaborazione del Municipio Roma I Centro e Hubstract – Made for Art.

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Il museo è ambientato in un appartamento, simile agli appartamenti in cui ci ha rinchiuso la pandemia, dove gli oggetti d’arredamento sono “portali” da cui si accede alle performance che raccontano le storie vere di disabilità. Si tratta di uno spazio 3D accessibile a tutti, attraverso video con la Lingua dei Segni, l’audiodescrizione e la navigazione facilitata per ciechi, per consentire a ciascuno di sperimentare diverse modalità sensoriali di accesso all’esperienza. Ogni Opera del museo è ispirata alle storie raccolte dalle interviste condotte durante la ricerca svolta in mondi, spazi, servizi, associazioni vicine al mondo della disabilità, esplorabile all’indirizzo web: http://festivalfuoriposto.org/.

Gli ospiti hanno saputo coinvolgere i nostri studenti utilizzando una modalità comunicativa vicina ai giovani, svelando i retroscena del museo, e conducendo l’uditore alla scoperta comunitaria della poeticità delle storie, un insieme di momenti artistici toccanti e immersivi. Lo spettatore viene condotto a percepire la realtà con “la vista, l’udito, il corpo e il movimento” del disabile; ne deriva una esperienza empatica rivelatrice. Dal commento alle performance si è passati ad un dialogo alla scoperta nei nostri limiti, e alla ridefinizione stessa del concetto di limite come proprio dell’esperienza umana, di fronte al quale la percezione stessa della“dis-abilità” scompare.

A fine evento a tutti i partecipanti è stato regalato in omaggio il libricino delle storie del museo, contenente tutte le interviste raccolte e corredato da illustrazioni originali.